| |
 Criminale
Group: AdministratorPosts: 6746 Status:  | |
| Seconda intervista diabolika, questa volta protagonista uno sceneggiatore piu che conosciuto, sia per il grande lavoro che ha realizzato e continua a realizzare per DK, sia per aver dato vita a storie per molti altri personaggi, cito Topolino tra i primi, passando per Dylan Dog, Nick raider e magico vento, per arrivare a Tex. Da non dimenticare la sua creatura Brad Barron e una storia su L'uomo ragno, piu una sceneggiatura rivista insieme all'autore Baricco. sto parlando di Novecento. Ringrazio Tito per la gentilezza concessa, grazie anche perchè è nostro amico da sempre e vi invito a far visita spesso al suo blog, in quanto c'è tanto da imparare e non.. Il link nelle sezione apposita della home page.le domande sono redatte dal sottoscritto, ladykant e Mad Fighter 1) Quanti anni avevi quando hai iniziato a scrivere sceneggiature e in che modo?Ho cominciato a fare sul serio verso i trent'anni. Relativamente tardi, quindi. Venivo dal mondo del giornalismo (musicale, soprattutto). A un certo punto mi sono ritrovato a lavorare come redattore per un'agenzia editoriale che collaborava con la Disney. Così mi hanno proposto di tentare di proporre una storia a Topolino. Ho scritto un soggetto e mi è andata bene. Molto bene, decisamente meglio del previsto. E la mia vita è cambiata. 2) Hai scritto per molti personaggi, c'è ancora qualcuno per cui non hai scritto e ambisci a narrare le sue storie?Be', i personaggi sono così tanti... che qualche tentazione e qualche sogno impossibile ci sono sempre. Ma dopo Topolino, Tex e Diabolik credo che sia anche giusto fermarsi.3)Dopo Brad Barron hai forse qualche idea per un nuovo personaggio?Idee sì, è inevitabile. Ma nessun progetto concreto. I miei attuali impegni sono già troppo importanti, impegnativi e gratificanti. 4) Quanto tempo occorre per realizzare una buona sceneggiatura?Il tempo da solo non garantisce la qualità. A ogni modo, io scrivo 5/6 tavole al giorno con formato a tre strisce (Bonelli e Topolino) e circa il doppio con formato Diabolik (quello della serie regolare). 5)Sei noto per essere uno sceneggiatore molto preciso, quanta libertà lasci al disegnatore?Scrivere una sceneggiatura dettagliata non significa ridurre la libertà del disegnatore. È un modo per farsi capire, per fornire più informazioni utili. L'importante è che il disegnatore comprenda il racconto. Se poi cambia un'inquadratura, mantenendo (o addirittura) migliorando l'efficacia... non ho nulla da ridire, figuriamoci! 6)Di solito si discute insieme ai disegnatori sulle eventuali modifichealle tavole?No, di solito no. Eventuali modifiche possono essere richieste dalla redazione. I disegnatori mi contattano soltanto quando hanno grossi dubbi o proposte di modifiche davvero significative. Ma non capita spesso, anzi. 7)Quali sono le differenze principali tra il metodo di lavoro che adotti per L'Astorina e quello che adotti per altre case editrici come la Bonelli?Nelle storie di Diabolik la lavorazione del soggetto richiede molto più tempo, prima di cominciare con la sceneggiatura. Questa è la differenza principale.8)Entriamo nel mondo Diaboliko. Come è stato il tuo primo incontro con le sorelle Giussani?Ho conosciuto soltanto Luciana Giussani, purtroppo. È stato Mario Gomboli a presentarmi a lei, nel 1998. In occasione del mio primo soggetto, che ha dato vita alla storia "Nessuno è quel che sembra". 9)Tra le varie storie di Dk che hai realizzato, quale è quella di cui vai piu fiero?Gli Speciali primaverili, in particolare "Eva Kant: quando Diabolik non c'era" e "Gli anni perduti nel sangue". E "Beffa a Diabolik". 10)domanda impossibile. Se mai si dovesse scegliere un finale definitivo per DK, come lo creeresti?Sì, è una domanda impossibile. E sarebbe comunque un finale... aperto. Diabolik non può morire.11)Grazie per il tempo che ci hai prestato, vorresti fare un saluto e una promessa ai fans Diaboliki?Ringrazio tutti voi di esserci. Quando scrivo Diabolik so che siete lì, e so che siete lettori attenti e preparati. Quello che posso promettervi è "soltanto" il mio impegno per darvi storie degne di essere lette, nel rispetto del personaggio e della sua grande tradizione.Ciao Tito Faraci |
| | |